Serpico

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Serpico
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Titolo originale: Serpico
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Paese: USA
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Anno: 1973
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Durata: 129 min
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Audio: sonoro
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Genere: poliziesco, drammatico
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Regia: Sidney Lumet
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Sceneggiatura: Waldo Salt, Norman Wexler
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Interpreti e personaggi
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Episodi:
Fotografia: Arthur J. Ornitz
Montaggio: Dede Allen, Richard Marks
Effetti speciali:
Musiche: Giacomo Puccini, Mikis Theodorakis
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« Sembri un buco di c**o con la dentiera! »
(Frank Serpico)

Serpico è un film del 1973 diretto da Sidney Lumet e interpretato da Al Pacino.

Tratto da una storia vera, il film racconta l'esperienza del poliziotto italo-americano Frank Serpico, in servizio nel dipartimento di polizia di New York dal 1959 al 1972. Fiero del suo lavoro, Serpico dapprima scoprì e poi denunciò un diffuso caso di corruzione fra i suoi colleghi ufficiali, dopo che questi lo avevano a lungo ghettizzato, dapprima con la loro diffidenza e successivamente con le loro minacce ed intimidazioni, organizzate e diffuse.

Indice

Trama

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Attenzione, da qui in poi questo articolo contiene spoiler.

Tra le scene fondamentali, il tentativo dei colleghi di Frank di fargli accettare 'le bustarelle' con la motivazione del 'rimborso spese'. Questo avviene nel corso di una drammatica conversazione all'aperto, lontano da sguardi indiscreti, in cui lui capisce per la prima volta di essere totalmente isolato. I suoi colleghi sono tutti coalizzati, e lo ritengono solo un problema, una pecora nera che non si integra nel 'sistema'.

A quel punto è chiaro che le minacce saranno sempre maggiori. Ad un poliziotto possono succedere tante cose in servizio, come non avere le spalle coperte dai colleghi durante le fasi cruciali dell'attività di polizia. La sorte di Serpico, oramai isolato dai suoi e senza sufficienti sostegni esterni (da parte della stampa), è segnata, perché lui non ha intenzione di accettare la corruzione e i suoi colleghi non hanno intenzione di lasciare che lui resti come spina nel fianco del loro sistema, ora che lui sa tutto e non lo accetta.

Alla fine, durante un'irruzione in un appartamento di un quartiere malfamato per arrestare un gruppo di spacciatori di droga, Serpico cerca di entrare dalla porta d'ingresso, ma rimane incastrato nella porta con i criminali dall'altra parte, che lo bloccano. I suoi colleghi, in quei lunghi istanti di azione violenta,nonostante lui li invochi disperatamente, non lo aiutano, e questo dà il tempo ai criminali di aprire il fuoco ferendolo gravemente. La pallottola gli trapassa la faccia, ma non lede organi vitali. Serpico viene trasportato all'ospedale, e si salva. Denuncia la corruzione della polizia davanti alla stampa nazionale, poi però deve abbandonare New York e rifugiarsi in Svizzera, lontano dalla possibile vendetta.

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Critica

  • "Il film evita gli stereotipi grazie ad un ritratto equilibrato del protagonista, una persona onesta che si trasforma in un martire amareggiato. Unico appunto: l’invadente commento musicale di Mikis Theodorakis" (Kren Krizanovich[1])

Curiosità

  • Da questa pellicola, che ebbe grande eco nei mass-media degli anni settanta, è stata tratta anche una serie televisiva, in cui il protagonista opera a New York come poliziotto in borghese, in un ruolo convenzionale di eroe del contrasto ai criminali, senza le denunce sociali del film.

Note

  1. Steven Jay Schneider, 1001 film. I capolavori del cinema mondiale, Bologna, Atlante, 2008, p. 784

Collegamenti esterni

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